Rileggere Il Signore degli Anelli

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“Hai letto il suo libro!” gridò Frodo.
– Il Signore degli Anelli, pag 148.

La prima volta che ho letto il Signore degli Anelli avevo 14 anni: fu un grande errore.. stava per uscire al cinema il primo film e quindi volevo provare a immaginare personaggi e luoghi prima di vedere come qualcun altro li avesse immaginati per me… buono il proposito, ma pessima la riuscita: per un quattordicenne (o almeno, per me) l’opera di Tolkien risulta una lettura fin troppo pesante: descrizioni infinite, dialoghi ridondanti, personaggi che si mettono a cantare nelle situazioni più disparate…

Morale della favola abbandonai il libro nel punto in cui Frodo e Sam stanno viaggiando (accompagnati da Gollum) verso Mordor: un pezzo di una lunghezza e di una pallosità più unica che rara, soprattutto se consideriamo il fatto che sono più di 50 pagine subito dopo l’epica battaglia al Fosso di Helm, che non ti permette di posare il libro finché non scopri come va a finire… e subito dopo quel punto comincia la grigia passeggiata solitaria di Frodo e Sam: ho motivo di credere che sia proprio questa parte del libro la più ostica da digerire per un generico lettore che prende per la prima volta in mano questo librone (ricordo che sono più di 1200 pagine).

La seconda volta che lessi il Signore degli Anelli era appena uscito al cinema “Il Ritorno del Re” e dopo averlo visto mi era rimasto come un nodo alla gola, come se avessi lasciato qualcosa di incompiuto… decisi allora di rimettermi a leggere il libro, conoscendo già la “noia” che mi aspettava dopo la grande battaglia al fosso di Helm.

Un po’ perché erano passati 3-4 anni (e quindi ero cresciuto), un po’ perché avevo letto tanti altri libri del genere fantasy (il mio primo tentativo con LoTR, infatti, coincise anche col mio primo libro fantasy!), un po’ perché in cuor mio mi dicevo che dovevo riuscire a finirlo… sta di fatto che terminai di leggere il libro in una settimana e, udite udite, quando arrivai al fatidico “pezzo lento” mi sorprese il fatto che era molto meglio di quanto mi aspettassi! Frodo e Sam uniti da un raro rapporto di amicizia-stima che, abbandonati dai “grandi eroi” riescono comunque ad avanzare tra le mille difficoltà che li ostacolano, da soli e con i loro piccoli piedi pelosi.

Ebbene: se la prima volta avevo sconsigliato la lettura del libro a chiunque, descrivendolo come un libro dalla pallosità unica, dopo la seconda lettura la mia recensione cambiò drasticamente: a chi mi chiedeva consigli rispondevo con una domanda: “Ti piace il genere epico? Ti piace il fantasy?” e a seconda della risposta optavo per un “Forse prima dovresti provare qualcosa di più leggero” oppure, nel caso contrario, rispondevo con un entusiasta “Devi assolutamente leggerlo: a parte che è il romanzo che inaugura il genere fantasy-epico contemporaneo, e poi è la pietra di paragone di tutto il fantasy successivo.. in alcuni passaggi può risultare un po’ pesante, ma vai tranquillo che merita davvero”

Di recente ho terminato di rileggere (per la terza volta) questo libro meraviglioso e la mia percezione è cambiata ancora: ho letteralmente ADORATO ogni singola pagina del capolavoro di Tolkien e me lo sono gustato senza la “smania di finirlo” (che caratterizzò la mia seconda lettura) e ovviamente senza la delusione della mia “prima volta”.

Sono convinto che abbia contribuito alla mia nuova percezione il fatto che tra la seconda e la terza volta si inframezzano almeno quattro letture del Silmarillion, e anche due letture de Lo Hobbit: mentre senza il primo è assolutamente impossibile pensare di comprendere appieno la trilogia (si ha solo un’idea confusa di chi siano realmente molte figure centrali nel racconto: Gandalf, Sauron, Galadriel, Elrond…), senza il secondo non si capiscono solo alcune parti meno importanti (ma è comunque un libro bellissimo: figuriamoci che Palahniuk lo mette nella lista dei 50 romanzi con la migliore apertura).

Non so che dirvi: mi sono emozionato in così tanti punti che elencarli tutti sarebbe logorroico… vi basti sapere che le canzoni che di tanto in tanto Tolkien mette in bocca ai suoi personaggi mi sembravano talmente appropriate che ho sentito la necessità di leggerle in inglese, per vedere come “suonavano”… ho letteralmente amato la figura di Sam (che la prima volta avevo trattato come un idiota e che la seconda avevo trattato come un omosessuale-non-dichiarato) e ho profondamente gustato le lunghissime descrizioni di cui il racconto è farcito: avevo i miei dubbi, infatti, che dopo aver visto e rivisto i tre film potessi comunque godermi il libro per intero, ma mi sono dovuto ricredere assai piacevolmente.

Fatevi tutti un favore: leggete Il Signore Degli Anelli (o ri-leggetelo se l’ultima volta che l’avete letto eravate ancora adolescenti).

Enjoy

ps: mentre scrivevo mi è tornata in mente l’idea che Calvino aveva a proposito della lettura dei classici (la trovate qui)… ebbene, credo proprio che Il Signore degli Anelli rientri in questa definizione.

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