Apri la tua bocca…

la voglio riempire.

Dopo la definitiva approvazione della nuova traduzione italiana della Sacra Scrittura, la Chiesa italiana si è dotata di una nuova versione del Lezionario a uso dei fedeli nella partecipazione della Santa Messa.

Ok, abbiamo una serie di epic fail da parte della Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica, ma questo è uno dei più divertenti: quasi quasi il libro me lo compro, prima che gli cambino di nuovo il titolo 😀

E la dicitura a margine “decorazioni segrete” mi fa ancora più ridere… calza a pennello!

A loro difesa, poverini, sappiate che dopotutto è precisamente la traduzione di una parte del Salmo 80. LOL 😛

QUI se volete farvi due risate, e QUO se volete comprarlo (come ho fatto io!):

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Ah, giusto per non dimenticare!

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I denti del giudizio

Cito da Wiki:

Il fatto che la crescita dei denti del giudizio sia soggetta a variazioni ed a imperfezioni è dovuto anche al corso evolutivo della specie umana: in passato l’uomo aveva bisogno di più molari per masticare cibi non cotti e/o tenaci che sono stati abbandonati nel corso dell’evoluzione mentre le dimensioni della mandibola e della mascella si sono chiaramente ridotte, lasciando poco posto a disposizione per un normale sviluppo dell’ottavo dente. I denti del giudizio sono quindi un retaggio del passato.

Ok, questo è falso. Per capirlo bastano poche nozioni di teoria dell’evoluzione.

Il “corso evolutivo della specie umana” significa poco o niente in quella frase: da quando Homo sapiens ha fatto la sua comparsa (180-200.000 anni fa) è rimasto sostanzialmente sé stesso (fatta eccezione per le piccolissime assimilazioni genetiche dovute alla rivoluzione agricola, avvenuta pressappoco 8-10.000 anni fa, comunque un’inezia per i tempi evolutivi).

Questo che significa? Significa che i denti, così come i nostri femori incredibilmente lunghi (se confrontati con quelli dei nostri cugini quadrumani), non sono un “retaggio antico”, ma ci sono serviti DAVVERO fino alla nascita della medicina e dell’odontoiatria.

Mi spiego: oggi (e per “oggi” intendo anche al tempo dell’antica Grecia) arriviamo a compiere 20 anni con ancora TUTTI I DENTI in bocca, una novità assoluta per le nostre aspettative biologiche di “masticatori”. Fino a poche migliaia di anni fa (testimoni le nostre cugine scimmie, che NON hanno tutti i denti nella loro età adulta) era normale che i nostri denti marcissero, cascassero, saltassero via dopo aver masticato il nocciolo di una ciliegia, eccetera… Quindi l’evoluzione ci aveva saggiamente programmato affinché ci spuntassero due nuove coppie di denti tra i 15 e i 30 anni, così che NEL CASO FOSSIMO STATI ANCORA IN VITA, ci avrebbero permesso di continuare a masticare i nostri cibi (prevalentemente frutta) nonostante la nostra vita ci avesse privato di quasi tutti i nostri denti “definitivi”.

Oggi, grazie alle cure odontoiatriche, arriviamo a compiere 25 anni (in realtà alcuni di noi ci arrivano proprio fino alla morte) con ancora tutti i nostri denti. Ciò implica che quando i denti del giudizio cominceranno a spuntare, convinti di renderci la vita più facile (aiutandoci a masticare per ancora qualche anno, come hanno sempre fatto fino a 3000 anni fa), invece di trovare la “strada sgombra” (cioè una bocca sostanzialmente sdentata) si troveranno a doversi fare largo tra trenta bianchi destrier (cit.), ancora belli impettiti e saldi sulle loro radici.

Ecco perché i denti del giudizio fanno male: e non perché “da quando siamo diventati cacciatori non ci servono più”. Sarebbe un po’ come dire che siccome ormai sappiamo “mettere i punti di sutura sulle nostre ferite” le piastrine sono diventate un “retaggio biologico antico” di cui potremmo fare a meno (sì, lo so, il paragone regge fino ad un certo punto).

ps: provate ad andare a chiedere a chi non sfrutta l’odontoiatria (una qualsiasi popolazione “primitiva”) se loro se li fanno rimuovere o se se li tengono, i denti del giudizio 😉